Ceniamo insieme al margine di un convegno sul disarmo nel Mediterraneo cui partecipo nell'ambito della ricerca sul disarmo navale che sto conducendo allo Iai con finanziamento della Ford Foundation.
10 January 1992
17 November 1991
Mosca: incontro con E, deputato del Soviet Supremo russo
Mi racconta la sua visione del momento di trasformazione in corso:
Qui da noi la Russia vorrebbe fare società miste con l'Occidente per produrre beni poi esportabili nel Terzo Mondo. Abbiamo buone capacità tecniche ma mancano di conoscenze manageriali, di marketing, di finanza, pubblicità, ...
Presto la Russia toglierà all'URSS il controllo dell'emissione valutaria, Gorbaciov è irresponsabile a stampare moneta 24 ore su 24. La Russia accetterà tutto il debito estero dell'URSS, ma si prenderà anche tutti i crediti e tutte le proprietà all'estero.
I centro-asiatici vogliono restare nell'URSS più di quanto i Russi ce li vogliano tenere. Paura del fondamentalismo islamico, già in forte crescita. Problemi seri con le forti minoranze russe in quelle repubbliche, e specialmente in Kazakhstan, dove più della metà della popolazione è di madrelingua russa. (?)
L'islamismo naturalmente può avere idee democratiche, ma in pratica queste non prevalgono (vedi soprattutto Iran).
Non c'è pieno accordo oggi nel governo russo. Probabilmente sarà necessario un periodo di autoritarismo per governare. Questo sia contro le nazionalità ribelli sia per far accettare le riforme in Russia. Non si può continuare con il populismo che si è fatto finora. La volontà di riformare c'era in agosto, ma i nuovi democratici erano impreparati, non sono stati capaci di fare il loro lavoro. Successivamente è subentrata anche una mancanza di volontà politica, lo stesso Eltsin ha cambiato "cappello" (da comunista a capitalista) ma non la mentalità.
Molti non vogliono la privatizzazione perché preferiscono sfruttare una sorta di "privatizzazione illegale", si sta infatti vedendo come i vecchi direttori di fabbriche, di kolkhoz, ecc., possano ora governare di fatto (visto che manca l'autorità centrale) ma senza assumersi le responsabilità della proprietà che ricadrebbero su di loro in caso di privatizzazione. In pratica è una specie di mafia che sarà difficile spezzare.
Qui da noi la Russia vorrebbe fare società miste con l'Occidente per produrre beni poi esportabili nel Terzo Mondo. Abbiamo buone capacità tecniche ma mancano di conoscenze manageriali, di marketing, di finanza, pubblicità, ...
Presto la Russia toglierà all'URSS il controllo dell'emissione valutaria, Gorbaciov è irresponsabile a stampare moneta 24 ore su 24. La Russia accetterà tutto il debito estero dell'URSS, ma si prenderà anche tutti i crediti e tutte le proprietà all'estero.
I centro-asiatici vogliono restare nell'URSS più di quanto i Russi ce li vogliano tenere. Paura del fondamentalismo islamico, già in forte crescita. Problemi seri con le forti minoranze russe in quelle repubbliche, e specialmente in Kazakhstan, dove più della metà della popolazione è di madrelingua russa. (?)
L'islamismo naturalmente può avere idee democratiche, ma in pratica queste non prevalgono (vedi soprattutto Iran).
Non c'è pieno accordo oggi nel governo russo. Probabilmente sarà necessario un periodo di autoritarismo per governare. Questo sia contro le nazionalità ribelli sia per far accettare le riforme in Russia. Non si può continuare con il populismo che si è fatto finora. La volontà di riformare c'era in agosto, ma i nuovi democratici erano impreparati, non sono stati capaci di fare il loro lavoro. Successivamente è subentrata anche una mancanza di volontà politica, lo stesso Eltsin ha cambiato "cappello" (da comunista a capitalista) ma non la mentalità.
Molti non vogliono la privatizzazione perché preferiscono sfruttare una sorta di "privatizzazione illegale", si sta infatti vedendo come i vecchi direttori di fabbriche, di kolkhoz, ecc., possano ora governare di fatto (visto che manca l'autorità centrale) ma senza assumersi le responsabilità della proprietà che ricadrebbero su di loro in caso di privatizzazione. In pratica è una specie di mafia che sarà difficile spezzare.
Location:
Moscow, Russia
16 November 1991
Incontro con V, diplomatico russo
Oggi coesistono il Ministero affari esteri sovietico e quello russo, non è chiaro chi sia responsabile per cosa, a chi appartengano le strutture. Entro l'anno si dovrà decidere. Il ministero per il commercio estero è già stato abolito ed i poteri delegati alle repubbliche. Trattative in corso su quanto ridurre il MAE centrale e cosa delegare.
Alcune repubbliche, specialmente quelle asiatiche, vogliono che rimanga un forte ministero centrale, soprattutto perché non avrebbero la forza di fare da sole. Per ora rimangono delegazioni uniche ai negoziati di disarmo, all'ONU, ma per quanto? Il nuovo consiglio dei ministri degli esteri dell'URSS creato ad ottobre dovrebbe decidere posizioni comuni ai negoziati, ma come fare per decisioni urgenti? Dovrebbe essere limitato a fornire principi generali di coordinamento, e lasciare la gestione ad un ministro unico.
Per ora solo la Russia (a Sofia) e l'Ucraina (a Varsavia) hanno aperto sezioni d'interesse repubblicane. Difficilmente prolifereranno, la Russia oggi è già più tranquilla, meno euforica dei giorni post-golpe.
Se l'Occidente fa pressioni a che l'URSS rimanga un interlocutore unico, la cosa avrà un peso, anche se non necessariamente decisivo. Oggi è inutile far piovere soldi in Russia (o URSS che si voglia), sarebbero sprecati. Bisogna invece insistere per cambiare la mentalità, anche se forse ci vorrà una generazione, non si può fare più in fretta.
C'è una tendenza filo-orientalista tra i consiglieri di Eltsin, si preoccupano più del Giappone e meno dell'Europa. Il problema delle Curili si sta sciogliendo, bisogna trovare la formula per salvare la faccia a tutte e due la parti, per non dare l'impressione di "vendere" le isole in cambio di aiuti, e per non creare un precedente pericoloso.
Alcune repubbliche, specialmente quelle asiatiche, vogliono che rimanga un forte ministero centrale, soprattutto perché non avrebbero la forza di fare da sole. Per ora rimangono delegazioni uniche ai negoziati di disarmo, all'ONU, ma per quanto? Il nuovo consiglio dei ministri degli esteri dell'URSS creato ad ottobre dovrebbe decidere posizioni comuni ai negoziati, ma come fare per decisioni urgenti? Dovrebbe essere limitato a fornire principi generali di coordinamento, e lasciare la gestione ad un ministro unico.
Per ora solo la Russia (a Sofia) e l'Ucraina (a Varsavia) hanno aperto sezioni d'interesse repubblicane. Difficilmente prolifereranno, la Russia oggi è già più tranquilla, meno euforica dei giorni post-golpe.
Se l'Occidente fa pressioni a che l'URSS rimanga un interlocutore unico, la cosa avrà un peso, anche se non necessariamente decisivo. Oggi è inutile far piovere soldi in Russia (o URSS che si voglia), sarebbero sprecati. Bisogna invece insistere per cambiare la mentalità, anche se forse ci vorrà una generazione, non si può fare più in fretta.
C'è una tendenza filo-orientalista tra i consiglieri di Eltsin, si preoccupano più del Giappone e meno dell'Europa. Il problema delle Curili si sta sciogliendo, bisogna trovare la formula per salvare la faccia a tutte e due la parti, per non dare l'impressione di "vendere" le isole in cambio di aiuti, e per non creare un precedente pericoloso.
15 November 1991
Incontro con O, ancora un politologo russo
Il coup dell'agosto 91 ha colto i democratici di sorpresa. Sono stati catapultati al potere, sono impreparati. Non hanno fatto molto finora, ma non si può semplicemente dire che abbiano perso tempo. C'è voluto tempo perché la gente digerisse gli eventi cataclismatici di agosto. Un po' di euforia è stata necessaria, è servita a far superare il trauma del golpe e a fornire nuova carica per andare avanti; ora però è svanita e bisogna lavorare.
La rivalità personale tra alcuni dei dirigenti Eltsiniani lo danneggia e fa perdere tempo. La sua "vacanza" di ottobre non è stata una buona idea, ma è servita a far maturare la decisione storica di procedere a "chirurgia (non semplice terapia) d'urto", e si dovrà anche fare a meno dell'anestetico!
Il complesso militare-industriale è ancora intatto, continua a consumare le stesse risorse di prima; la sua trasformazione è stata finora solo discussa, niente è stato però attuato.
Le cosa intanto peggiorano. C'è pericolo di un altro colpe? Non crede, non è così semplice. Non risolverebbe niente. Ora aspettiamo questo ultimo, disperato tentativo di implementare le riforme, ma non è sicuro che ci sarà tempo sufficiente. Non è neanche chiaro che ci sarà sufficiente accettazione da parte delle masse, anche se molti continuano a far riferimento alla infinita pazienza dei Russi. Potrebbero assorbire ancora sacrifici, sopportare ancora anche se sembra incradibile che già abbiano sopportato tanto.
Problema speciale per i militari. Il pericolo maggiore è che dalla disgregazione delle forze armate nascano gruppi scoordinati guidati da signori della guerra di tipo cinese.
La rivalità personale tra alcuni dei dirigenti Eltsiniani lo danneggia e fa perdere tempo. La sua "vacanza" di ottobre non è stata una buona idea, ma è servita a far maturare la decisione storica di procedere a "chirurgia (non semplice terapia) d'urto", e si dovrà anche fare a meno dell'anestetico!
Il complesso militare-industriale è ancora intatto, continua a consumare le stesse risorse di prima; la sua trasformazione è stata finora solo discussa, niente è stato però attuato.
Le cosa intanto peggiorano. C'è pericolo di un altro colpe? Non crede, non è così semplice. Non risolverebbe niente. Ora aspettiamo questo ultimo, disperato tentativo di implementare le riforme, ma non è sicuro che ci sarà tempo sufficiente. Non è neanche chiaro che ci sarà sufficiente accettazione da parte delle masse, anche se molti continuano a far riferimento alla infinita pazienza dei Russi. Potrebbero assorbire ancora sacrifici, sopportare ancora anche se sembra incradibile che già abbiano sopportato tanto.
Problema speciale per i militari. Il pericolo maggiore è che dalla disgregazione delle forze armate nascano gruppi scoordinati guidati da signori della guerra di tipo cinese.
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