Ancora una mattinata in giro per Tirana, poi in aeroporto per il volo che sta tornando da Bucarest e ci riporterà a Roma. Più che un viaggio in un paese vicino all’Italia, quasi confinante, ho l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo. Il muro di Berlino è caduto da “solo” due anni, ma qui sono appena usciti dallo stalinismo o, peggio, da un maoismo tipo anni cinquanta, al momento del “Grande Balzo in Avanti”, quando la collettivizzazione forzata portò alla carestia, o della Rivoluzione Culturale dell’ultimo Mao, quando la furia delle guardie rosse fece più danni di una guerra all’antica cultura cinese. O di un misto delle due cose.
Ora si gira pagina, ci sono i militari italiani che pattugliano il territorio, di nuovo gli italiani dopo esattamente mezzo secolo. Ma stavolta non da occupanti, siamo amici, li aiutiamo ad alzarsi da terra. Forse non gli ricostruiremo la capitale e non lasceremo strade asfaltate come facemmo allora, ma magari contribuiremo ad aprire la strada politica all’Albania per entrare in Europa.
06 November 1991
8° g - 6 NOV: rientro a Roma, fine della missione
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Albania
Location:
Tirana, Albania
05 November 1991
7° g - 5 NOV: incontri con militari, statistici, giurista
La strada principale di Tirana collega la Piazza Skanderbeg all’università, uno dei tanti edifici italiani costruiti nei pochissimi anni che abbiamo occupato il paese alla vigilia della seconda guerra mondiale. A distanza di mezzo secolo ben poco altro è stato fatto. A parte file di grigi casermoni di stampo sovietico, il centro pulsante di Tirana è essenzialmente ancora oggi quello lasciato dall’Italia. Molti edifici, oggi ministeri, un albergo, l’università, richiamano lo stile dell’epoca, una specie di mini EUR in Albania.
Location:
Tirana, Albania
04 November 1991
6° g - 4 NOV: Radio Tirana, Ministro per la Cultura, università
Incontro con un gruppo di giornalisti di Radio Tirana, il responsabile pre le trasmissioni verso l'Italia è Vjiolca Lisi
Si rivolge ancora ai colleghi chiamandoli "comrades".... old habits die hard! Sostiene che l'Albania non ha mai disturbato le trasmissioni radio straniere, solo quelle televisive. Concorrenza RAI, ma soprattutto dalla televisione (la RAI 1 ha un ripetitore a Titograd, Montenegro, e RAI 2 sul monte Daiti). Oggi cresce l'attenzione ai programmi albanesi perché sono più interessanti che in passato. Adesso fanno anche trasmissioni in diretta, che sono molto ascoltate, prima non si facevano per "motivi tecnici" (leggi: esigenze di censura). Trasmettono anche i dibattiti in parlamento. Si trasmette per 5-6 ore al giorno, la radio dalle 5 alle 24, su due canali.
Si rivolge ancora ai colleghi chiamandoli "comrades".... old habits die hard! Sostiene che l'Albania non ha mai disturbato le trasmissioni radio straniere, solo quelle televisive. Concorrenza RAI, ma soprattutto dalla televisione (la RAI 1 ha un ripetitore a Titograd, Montenegro, e RAI 2 sul monte Daiti). Oggi cresce l'attenzione ai programmi albanesi perché sono più interessanti che in passato. Adesso fanno anche trasmissioni in diretta, che sono molto ascoltate, prima non si facevano per "motivi tecnici" (leggi: esigenze di censura). Trasmettono anche i dibattiti in parlamento. Si trasmette per 5-6 ore al giorno, la radio dalle 5 alle 24, su due canali.
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Tirana, Albania
03 November 1991
5° g - 3 NOV: incontro con Sali Berisha, Presidente del Partito Democratico
Cardiologo, membro del ristrettissimo entourage di Hoxha, Sali Berisha viveva nel "blok" (isolato al centro di Tirana circondato da mura e protetto da guardia armata, lo abbiamo ancora visto noi con i nostri occhi) con 25 famiglie privilegiate del regime. Parla inglese e francese, capisce l'italiano. Lo abbiamo trovato grazie ad un ragazzo conosciuto in questi giorni che quando ha saputo che ci interessavamo della politica albanese si è offerto di portarci da lui. Berisha è già un personaggio importante, ma abita in una casetta senza pretese, senza guardie, la porta è praticamente aperta quando arriviamo.
Location:
Tirana, Albania
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