25 February 2001

Lettera a Indro Montanelli sulla sinistra italiana

Caro Montanelli,

la leggo dall'estero, vivo in Belgio, perché lei rimane un raggio di chiarezza nel guazzabuglio quale appare la scena politica italiana all'avvicinarsi delle elezioni.


Condivido le sue riserve sulla Casa delle Libertà, ma mi pare lei dia troppo credito alla sinistra. 


Lei dice che la voterà perché non ci ha tolto le libertà che avevamo e ci ha "portato in Europa". La sinistra non ha portato l'Italia in Europa perché c'era già: l'Italia ha fondato l'Europa negli anni cinquanta e, nonostante la sinistra ci abbia in passato provato, non ne è mai uscita; e non credo la potrebbe o vorrebbe far uscire un qualunque altro governo.


Le libertà: anche se avessero voluto, ed io non lo credo, come avrebbero potuto togliercele? Sono finiti quei tempi.


A lei preoccupa un Berlusconi che controlli sei reti TV, e sono d'accordo, anche se lui dice che privatizzerebbe 2 reti RAI. Ma le reti RAI, oggi, le paiono migliori, o solo diverse, da Mediaset? A me, no: la gazzarra e la sguaiatezza sono identiche; i moderatori delle trasmissioni politiche che da esse si fanno travolgere, anche; le cosce lunghe e le tettone che rimbalzano al vento, che alla fine sono le sole cose di qualità che ci propinano, pure. E poi la stessa inflazione degli applausi: ma perché in televisione si applaude sempre? Il pubblico si batte col privato per quote di ascolto e, così facendo, il guazzabuglio di cui sopra lo ripropone ed amplifica ad nauseam, con l'aggravante di farlo a spese di chi paga il canone.


Comunque lei almeno il suo voto lo potrà esprimere: io, che ho la colpa di rappresentare l'Italia in un'organizzazione internazionale, la NATO per essere precisi. Non è possibile che tutti i funzionari ed impiegati italiani della NATO e dell'Unione Europea, più tutti quelli che lavorano a Bruxelles nell'indotto, possano venire in Italia per votare, anche se la NATO me lo permetterebbe.


Godrò invece del beneficio di non dovermi turare il naso per votare, dato che anche questa volta questo diritto mi viene negato dalla mancanza di una legge che, dopo averla osteggiata per decenni, il governo "europeista" di  sinistra ora finalmente dice di volere ma che, in cinque anni di potere, non è riuscito a partorire.

05 February 2001

Recensione: "La Via della Cina" di Renata Pisu, ****

Sinossi
In questo libro l'autrice racconta il suo rapporto con la Cina, iniziato nel 1957 quando, insieme con alcuni compagni, si trasferì a studiare a Pechino, all'università di Beida. Vi trascorse 4 anni e da allora non ha mai smesso di tornare periodicamente in quel Paese che l'ha contagiata di un male inguaribile, il "Mal di Cina", segnando in modo indelebile la sua vita. Quello che leggiamo nel libro non è solo un resoconto o un reportage di viaggio, piuttosto assomiglia a un percorso tra passato e presente che si accompagna a un itinerario esistenziale.

01 January 2001

Today the new Millennium starts

Today is the start of the new millennium.

Some, like Dick Teresi, have argued that this is the result of a number of errors in year counting committed in the past, in the middle ages in fact. There never was a year 0, we went from 1 B.C. to 1 A.D. He says there should have been a year 0 however between those two years, just like there is a year 2000 between 1999 and 2001.

However, others argue that because years B.C. are counted starting from -1, there is no room for a year zero, just like on a Carthesian coordinate system, where zero is a point, not a time interval.

Be that as it may, we are stuck with that, unless we decide to renumber all years from 1 B.C. backward, so that 1 B.C. becomes the year 0, 2 B.C. become 1 B.C. and so on.

Since we are likely to stay with the current counting system for a while... pop the Champagne today!