13 May 1989

20° g - 13 MAG: arrivo a Tallinn, Estonia, incontri Accademia e giornalista

Tallinn, Estonia. Arrivo in mattinata alla stazione. Scendo dal treno e mi guardo intorno: una strana sensazione, come di essere a casa anche se io qui non ci sono mai stato. Ci penso su. Mi sento in Europa, a casa, cosa che non mi capitava in Russia. Non saprei definire il perché. Gli edifici forse, il modo di vestirsi delle persone, gli sguardi, le espressioni. Anche se ovviamente non capisco una parola di estone mentre qualcosa di russo per strada riesco a cogliere.

Incontro con Peter Vares, Direttore del Dipartimento di Politologia dell'Istituto per la Filosofia, la Sociologia ed il Diritto dell'Accademia delle Scienze della Repubblica Socialista Sovietica di Estonia, e vice-direttore dellistituto stesso. L'istituto è stato creato il 1º Gennaio 1989, si stanno quindi organizzando da zero, sono ancora in una sede provvisoria. Estremamente gentile, mi viene a prendere alla stazione e mi porta all'albergo Olümpia, incomparabilmente migliore di quello dell'accademia di Mosca. Mi porta quindi a pranzo nella sua piccola dacia di campagna. Mi racconta del problema nell'amministrazione dei "tagli" alla burocrazia è che vengono applicati indiscriminatamente a tutti i settori, senza eliminare dipartimenti inutili, e cosí le procedure non si sveltiscono, si aumenta solo il lavoro di quelli che restano.

Senza che io glielo abbia chiesto, mentre mangiamo mi sciorina la versione estone dei fatti del '39, vera ossessione di tutti gli estoni con cui parlerò in questi giorni. Lui ha fatto una ricerca particolare sui documenti dell'ambasciata italiana a Tallinn, ora disponibili a Mosca fino al Marzo 1940. Si ricorda tutto a memoria nei più piccoli particolari. Segue un riassunto del suo racconto.

Mosca non ha ancora riconosciuto ufficialmente il protocollo segreto del patto Ribbentrop-Molotov del 23 Agosto 1939 con cui la Germania accordava le tre repubbliche baltiche alla zona di influenza sovietica. Questo riconoscimento è ora necessario, e sarà l'inizio della ridefinizione dei rapporti tra Tallinn e Mosca.

Il 28 Agosto il Primo Ministro estone era invitato a Mosca per trattative commerciali e gli veniva invece presentata una richiesta di basi militari sovietiche in Estonia. Molotov insiste sul rispetto della neutralità estone ma a fine settembre viene trovata una carta militare sovietica dell'Estonia con la scritta "Repubblica Socialista Sovietica Estone".

L'11 Ottobre 1939 cominciavano i preparativi di deportazione di kulaki e anti-sovietici. Il 18 Ottobre 25.000 truppe sovietiche entrano in Estonia (FF.AA. estoni 15.000 in tutto). Segue firma di un trattato di amicizia e mutua assistenza. Nell'inverno '39-'40 le basi sovietiche in Estonia erano usate da ponte per bombardare la Finlandia.

Maggio 1940: la Pravda accusa un una serie di articoli l'Estonia di "non aver reagito propriamente" alla nuova amicizia URSS-Germania e di essere troppo amica degli inglesi.

Il 16 Giugno 1940 l'ambasciatore estone a Mosca è convocato al ministero degli esteri viene accusato di aver violato il patto di amicizia, gli viene intimato di cambiare il governo con uno più amico dell'URSS e gli viene presentato un ultimatum: accettare entro 8 ore un "rinforzo" del contingente sovietico in Estonia di 90.000 uomini. L'ultimatum viene accettato e le truppe entrano il giorno successivo.

Il 22 Giugno 1940 Zhdanov a Tallinn dirige la "presa del potere da parte del popolo", vengono liberati una decina di oppositori politici del regime ed altri detenuti comuni. Il 15 Luglio elezioni truccate da Zhdanov. Ancora nessuno parla di annessione, solo di Estonia socialista. Il PC estone (143 membri fino a quel momento) comunque non vince molti seggi. Il 18 Luglio viene arrestato e deportato il capo dell'esercito estone.

Il 22 Luglio 1940, alla prima assemblea del nuovo parlamento, si approva la proposta di chiedere all'URSS di entrare a far parte dell'Unione. Molti indecisi sono spinti dalle gravi difficoltà economiche e dall'ignoranza sullo stalinismo. Il 5 Agosto Mosca "accetta" la richiesta.

Nel 1941, allo scoppio della guerra con Hitler, Stalin non fa combattere gli estoni dalla sua parte per oltre un anno, per paura che stessero più dalla parte dei tedeschi che da quella dei sovietici.

Incontro con Marica Lillemets, giornalista della rivista estone "Aja Pulss" Mi racconta dei programmi di indipendenza degli estoni. La prima priorità per lei deve essere di cooptare i russi che vivono in Estonia (600.000 su una popolazione di 1.500.000 cittadini, cioè il 40% sono russi, mentre in Lettonia i russi sono il 50%, ed in Lituania il 20%), fargli capire che è anche nel loro interesse economico conquistare una maggiore autonomia da Mosca. Seconda priorità raggiungere un livello adeguato di informazione all'interno della repubblica: già è migliore che altrove in URSS (per esempio loro hanno visto per primi e di più i filmati sui fatti di Tblisi) ma non ancora abbastanza.

L'obiettivo finale è l'indipendenza dell'Estonia. (Su questo punto, con mia sorpresa, ho trovato tutti i miei interlocutori fermamente d'accordo, senza eccezioni.) Il sistema economico sarà quello che funziona meglio, cioè il mercato capitalistico.

In piazza

In serata vado ad assistere ad una manifestazione del "Forum Baltico". In piazza alcuni prendono in giro la Perestrojka, dicono che sono solo parole, vogliono ben altro. Molti russi ai margini scherniscono gli estoni e gli altri baltici della dimostrazione. Esiste in Estonia e nelle altre repubbliche baltiche un certo Movimento Internazionalista di russi trapiantati che è nato come reazione al nazionalismo baltico per contrastare la tendenza alla separazione dall'URSS.

Qualcuno mi racconta che le tensioni etniche aumentano, gli estoni diventano sempre più disinibiti. Questo lo potrò verificare di persona nei giorni seguenti. La sfida al potere centrale di Mosca scende anche a livelli "popolari": durante l'elezione di Miss Estonia 89 è stata fatta rivedere in TV l'intervista di Miss 88 in cui diceva a Chebrikov, allora in visita a Tallinn, di "andarsene a casa".

La sera a letto senza cena dopo che falliscono numerosi tentativi di mangiare nei quattro ristoranti dell'albergo! Per fortuna Peeter mi ha ben rifocillato a pranzo!

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